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Acero Palmato

Arte Bonsai > Le Essenze

Descrizione della pianta

ACERO PALMATO

In giapponese:
"irohamomiji"

Descrizione

Chiamato anche acero giapponese è una specie di acero di origine asiatica (Giappone, Corea e Cina). Per lo più a foglia caduca fa parte di una famiglia di circa un centinaio di specie arboree ed arbustive. Vive nelle regioni temperate dell'emisfero boreale in sottoboschi ombrosi. In natura è alta tra 6 e 10 m, raramente raggiunge i 15 m e la sua chioma ha una forma conica nelle piante giovani ed a forma di cupola in quelle adulte. Le foglie, di colore verde chiaro, sono palmate ed hanno 5, 7 o 9 lobi dalle estremità molto appuntite. I fiori, biancastri a 5 petali, sono raccolti in piccoli grappoli e producono un frutto composto da due semi alati.

La coltivazione di questa pianta come bonsai è di lunga tradizione ed è molto diffusa per la sua adattabilità alla maggior parte di tecniche bonsai, per la forma ed i colori del suo fogliame e per l'aggraziata struttura dei rami.
L'acero palmato è particolarmente apprezzato per le sue naturali e sorprendenti trasformazioni che segnano il trascorrere delle stagioni: dal momento dei germogli primaverili allo splendore del ricco fogliame durante l'estate, dall'intenso rosso fuoco delle sue foglie in autunno all'eleganza della sua silhouette e della finissima ramificazione, dopo la caduta delle foglie.
Si tratta di una specie robusta, generalmente in grado di resistere al freddo quanto al caldo. È longeva come essenza coltivata a bonsai, inoltre è facile da modellare e risponde bene alle tecniche di coltivazione. L'Acer palmatum è coltivato in tantissime varietà, tra cui l'Acer palmatum "Kiyohime", l'Acer palmatum "Deshojo", l'Acer palmatum "Seigen".

Coltivazione


Esposizione: in un posto luminoso ma al riparo dai raggi solari diretti e dal vento per tutto l'anno e soprattutto in estate per proteggerlo da possibili bruciature. Tuttavia in primavera la luce è importante per dare vigore alle foglie e in autunno l'esposizione totale al sole favorisce e intensifica la colorazione delle foglie. In inverno proteggere le radici dal gelo quando le temperature sono più rigide.

Annaffiature: teme sia l'eccesso che la scarsità di acqua è bene bagnare il terreno ogni volta che risulta asciutto al tatto. In particolare, prima della stagione vegetativa ed in estate ha bisogno di maggiori quantità d'acqua.
Se la parte apicale delle foglie annerisce è sintomo di un eccesso di acqua se, invece, le foglie sono flosce la pianta ha bisogno di più acqua.

Concimazione: settimanalmente con fertilizzante a prevalenza di azoto appena le gemme iniziano ad aprirsi in primavera per stimolare la crescita e rendere le foglie più resistenti al sole ed al vento successivamente concimare ogni 10-15 giorni fino a settembre. Per i bonsai formati o adulti iniziare un po' prima la concimazione è utile per produrre internodi ravvicinati e ramificazione sottile.

Rinvaso: per gli esemplari al di sotto di 10 anni ogni 1-2 anni in primavera quando le gemme iniziano a gonfiarsi. Successivamente il rinvaso va effettuato quando necessario. Predilige terreni abbastanza argillosi, ben drenati, tendenti piuttosto all'acidità che all'alcalinità e in grado di trattenere l'umidità.
Mix terreno: 20% torba, 30% sabbia, 50% terriccio universale.

Modellatura

Stile: avendo delle radici robuste ben si adatta allo stile su roccia (le radici dell'albero sono esposte e grosse ed abbracciano la roccia affondando nel terreno), tuttavia può essere coltivato in tutti gli stili eccetto quello a scopa.

Pinzatura, defogliazione, potatura:

La pinzatura è necessaria per la formazione di nuove foglie o rami e per consentire una crescita ordinata ed esteticamente gradevole. Durante tutto il periodo vegetativo si cimano i nuovi germogli lasciando 1-2 paia di foglie. Per far sviluppare internodi ravvicinati e rametti sottili pinzare i nuovi germogli lasciando solo 2 nuove foglie opposte appena sono visibili. Eliminare tutti i rami con gli internodi troppo distanziati.
Le defogliazione si può effettuare tra maggio e giugno (non eliminare il picciolo delle foglie). Consente di mantenere il fogliame di dimensioni ridotte, una migliore ramificazione e di avere una colorazione più intensa delle foglie in autunno. La defogliazione va fatta di norma ogni due anni solo su piante sane e non nello stesso anno del rinvaso.

Altro metodo di defogliazione è quella detta una su due, dove viene tagliata una delle due foglie dello stesso rametto che ostacola il passaggio di luce ai rami inferiori e senza intervenire sui rami deboli interni. Non avverrà quindi una seconda germogliazione perché resta comunque una fogliolina, e non si indebolirà troppo la pianta. Dei nuovi germogli quando maturi (dopo un mese circa), si taglieranno quelli più forti (grandi) per ottenere una ramificazione più leggera e fine. Questa operazione può essere effettuata da maggio fino ad agosto.

La potatura selettiva e di formazione si esegue in autunno dopo la caduta delle foglie (preferibilmente entro una settimana) o a metà estate quando la pianta è semi-dormiente e il legno cicatrizza rapidamente. Non potare mai durante la primavera per evitare la forte perdita di linfa che ne deriverebbe e che indebolirebbe molto la pianta e potrebbe anche far seccare dei rami. Seguendo un buon schema, sulla base della direzione del ramo principale, i rami secondari e terziari non devono incrociarsi, ma formare una densa e completa rete orizzontale. Una volta formata la fronda, che si ottiene in circa 5 anni, ogni 4-5 anni è necessario potare l'albero energicamente per mantenerne la dimensione e il disegno.


Avvolgimento:
a causa della delicata corteccia dell'Acero, la modellatura si ottiene soprattutto attraverso la potatura, quindi l'avvolgimento va applicato solo in casi di assoluta necessità. Il filo può essere applicato dall'inizio della primavera all'autunno inoltrato. Tuttavia i periodi migliori sono: prima dell'apertura delle gemme all'inizio della primavera, dopo la defigliazione estiva o appena dopo la caduta autunnale delle foglie. In questi periodi infatti la struttura dei rami non è nascosta dalle foglie e nei rami è presente abbastanza linfa per cui i rami sono flessibili. In inverno i rami diventano molto rigidi per cui è preferibile non applicare il filo onde evitare il rischio di spezzarli.
Il filo va tenuto per circa due mesi, dato il rapido ritmo di crescita di questa pianta.

Moltiplicazione: per seme e per talea. È possibile seminare i frutti in primavera, mantenendo il terreno umido fino alla germinazione, le piantine vanno rinvasate dopo un anno. In primavera si possono prelevare talee di circa cinque centimetri, da far radicare in un miscuglio di sabbia e torba in parti uguali.
Malattie e parassiti: è una pianta poco soggetta all'attacco di parassiti e malattie. Talvolta può essere colpita da afidi, da cocciniglia farinosa e da ragnetto rosso. Gli esemplari molto giovani, soprattutto se posti in luoghi poco soleggiati, temono il mal bianco (oidio).


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