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Descrizione della pianta
JUNIPERUS RIGIDA
(ginepro ad aghi)
In giapponese: tosho
Descrizione
Il juniperus è un genere che appartiene alla famiglia delle cupressaceae cui appartengono circa settanta specie. Il juniperus rigida cresce spontaneamente in Giappone, Manciuria e Corea dove raggiunge i 10 metri di altezza. Altre specie di ginepro sono largamente diffuse nelle regioni temperate e fredde dell'emisfero settentrionale. In particolare in Italia crescono il juniperus communis e il juniperus oxicedrus. Si tratta di alberi o arbusti resinosi sempreverdi, i cui rami si sviluppano in ogni direzione. Conifera dal portamento elegante, rami arquati e ramuli penduli. Il fogliame verde, tendente al giallognolo, presenta una striscia più chiara sulla pagina superiore, per la presenza di stomi ed è pungente ed aciculare. Gli aghi sono lineari, stretti, concavi e molto pungenti. Le bacche di forma globosa sono verdi e divengono nere a maturazione.
Il ginepro è una delle essenze maggiormente utilizzate nell'arte bonsai, sia per la sua bellezza che per la sua adattabilità alla più svariate condizioni. Risponde bene a tutte le tecniche di coltivazione e, in particolare, a quelle legate alla lavorazione della legna secca con le quali gli alberi assumono un aspetto forte e suggestivo.
Coltivazione
Esposizione: ama l'esposizione in pieno sole. Le piantine giovani e gli alberi appena rinvasati, vanno difese dal sole, quando è troppo forte. Sopporta il caldo, il vento ed il freddo, è una pianta molto rustica. Tuttavia, talvolta, gli aghetti possono disseccare e la freccia essere danneggiata dal gelo dell'inverno; perciò va protetto dai grandi freddi.
Annaffiature: può asciugare tra due annaffiature, ma ama particolarmente l'acqua. A ogni intervento bisogna somministrare molta acqua, perché ne assorbe molta, verificando però che abbia assunto quella data in precedenza. In estate spruzzare la pianta con cura, per mantenere una buona umidità ambientale e ripulire dalla polvere e dagli agenti inquinanti. Predilige ambienti umidi.
Concimazione: in primavera e in autunno somministrare, una volta al mese, concime organico a lenta cessione. Aumentare l'ultima dose autunnale per predisporre l'albero all'inverno.
Rinvaso: in primavera verso l'inizio di aprile, quando le gemme iniziano a gonfiarsi, con intervallo di 3-5 anni, tagliare metà delle radici e rinvasare in un contenitore un po' più grande del precedente. Scegliere un contenitore di profondità media, un po' più profondo quando l'albero invecchia. Un vaso rettangolare di tonalità scura, non smaltato è particolarmente adatto. Predilige suoli calcarei e permeabili.
Mix terreno: akadama oppure 30% sabbia, 30% torba e 40% terriccio universale.
Modellatura
Stile: si adatta bene a tutti gli stili ma è meglio evitare lo stile a scopa rovescia.
Pinzatura, defogliazione, potatura:
La pinzatura si effettua dalla primavera all'autunno. Si spuntano i germogli, facendo attenzione a non tagliare gli aghi con le forbici, perché ingiallirebbero e cadrebbero. Quando si spunta, operare con cura anche all'interno della chioma e togliere i ricacci sul tronco. In marzo possono essere spuntati i ramuli: tagliarli a circa 1/3 della lunghezza, sopra un ciuffetto di aghi, senza recidere questi ultimi.
La defogliazione non si effettua.
La potatura di formazione dei rami primari si può effettuare durante i mesi di riposo vegetativo, soprattutto tra febbraio e marzo del quarto anno di vita. Tuttavia è preferibile la potatura graduale e progressiva a quella drastica.
Avvolgimento: applicare il filo e poi piegare i rami nella direzione voluta. Avvolgere i rami con rafia prima di applicare il filo, perché la corteccia è molto delicata e operare con cura per non romperli. Legare in autunno e lasciare il filo sull'albero da 8 a 10 mesi, ripetendo se necessario tutti gli anni.
Moltiplicazione: è possibile per seme prelevando le bacche in novembre e farle seccare in luogo areato e asciutto. Immergerle per due giorni in acqua, poi macinarle e setacciarle per separare i semi. Questi vanno stratificati e seminati in primavera. La germogliazione avviene nell'anno successivo o anche dopo due anni, se i semi vengono acquistati, lasciarli in semenzaio finché spuntano.
Per effettuare la talea tagliare un rametto con o senza tallone. Da esso togliere la corteccia e i germogli laterali della parte basale; cimarlo se troppo lungo. A radicamento avvenuto si formerà una nuova freccia. Operare il taleaggio in luglio-agosto e mettera a dimora la talea, senza far uso di ormoni rizogeni, in un miscuglio di sabbia e torba setacciata e buon terriccio sul fondo. Non aspettare l'imbrunimento dei rametti per prelevare le talee e quando hanno emesso radici, metterle in vaso, in luogo riparato.
Infine è possibile effettuare la margotta ad inizio primavera. Se effettuata all'esordio della bella stagione, già in settembre può essere separata dalla pianta madre e messa a dimora in vaso. La barbatella si sarà affrancata nel giro di un anno, ma, prima che ciò avvenga, difenderla dal vento, sole, freddo e siccità.
Malattie e parassiti: può soffrire per l'attacco di scolitidi, ragnetti rossi, afidi, cocciniglie e buprestidi. Tra le malattie più frequenti vi sono la ruggine e il disseccamento dei ramuli.