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Ginepro Cinese

Arte Bonsai > Le Essenze

Descrizione della pianta

JUNIPERUS CHINENSIS
(Ginepro cinese)


Descrizione


Il juniperus è un genere che appartiene alla famiglia delle cupressaceae cui appartengono circa settanta specie originario della Cina dove raggiunge i 25 m di altezza. Gli alberi presenti e coltivati in Europa non sono così elevate. La longevità della pianta è relativamente limitata, salvo che in vaso. Il ginepro cinese è una conifera che può avere caratteristiche diverse a seconda dell'età: le foglie delle piante giovani sono aghiformi, lunghe chiare e compatte; le foglie definitive sono piccole e squamiformi. Lo stesso soggetto può avere foglie giovanili e foglie adulte. Il tronco è bruno rossastro e la corteccia si sfalda facilmente. Il ginepro maschio produce numerosi fiori gialli; i fiori della pianta femmina sono verdi e poco evidenti perché celati nell'asse fogliare. Le bacche numerose sono blu verdognole se immature, di colore bruno quando sono mature.
Il ginepro è una delle essenze maggiormente utilizzate nell'arte bonsai, sia per la sua bellezza che per la sua adattabilità alla più svariate condizioni. Risponde bene a tutte le tecniche di coltivazione e, in particolare, a quelle legate alla lavorazione della legna secca con le quali gli alberi assumono un aspetto forte e suggestivo.
Coltivazione

Esposizione: sopporta l'esposizione diretta al sole. È poco esigente per quanto riguarda le condizioni climatiche, tuttavia cresce meglio al sole che nei luoghi ombreggiati. In estate tenere a mezzombra i soggetti giovani. Sopporta sia il caldo sia il freddo. Talvolta le foglie hanno la tendenza a seccare in inverno a contatto con la neve. Presenta buona resistenza al gelo, sebbene la freccia possa gelare in inverno. Proteggere, da venti forti, i soggetti giovani e quelli rinvasati da poco.

Annaffiature: ama l'umidità. Bagnare la terra, poi lasciarla asciugare prima di intervenire nuovamente. In estate annaffiare tutti i giorni; in autunno, diminuire la frequenza (non bagnare mai nel periodo in cui vi è il rischio di gelate) e riaumentarla fin dall'inizio della primavera. Annaffiare maggiormente i soggetti esposti al vento. In estate spruzzare abbondantemente gli aghetti, il tronco e i rami.

Concimazione: distribuire concime organico a lenta cessione in primavera e in autunno e aumentare l'ultima dose autunnale per predisporre l'albero all'inverno. Non concimare in luglio e agosto, né dare concime a bonsai gracili o appena rinvasati.

Rinvaso: in marzo, ogni 3-5 anni a seconda dell'età della pianta. Tagliare tra 1/3 e 1/2 delle radici e trapiantare in un contenitore di dimensioni superiori al precedente. Scegliere, preferibilmente, un vaso scuro, smaltato o meno, color terra, sufficientemente profondo, soprattutto per i soggetti vecchi. Tollera tutti i tipi di substrato, ma preferisce quelli calcarei, permeabili e freschi.
Mix terreno: akadama oppure 30% sabbia e 70% terriccio universale.

Modellatura

Stile: si adatta bene a tutti gli stili ma è meglio evitare lo stile a scopa rovescia e l'eretto formale.

Pinzatura, defogliazione, potatura:
La pinzatura si effettua dalla primavera all'autunno spuntando i nuovi germogli. Non recidere mai gli aghi con le forbici ma pinzarli tra il pollice e l'indice. Effettuare la pinzatura attentamente anche nel folto della chioma, affinché il bonsai vegeti meglio. La potatura dei rametti nuovi si effettua in marzo-aprile e successivamente in settembre-ottobre, intervenendo piuttosto in basso per mantenere la chioma compatta.

La defogliazione non si effettua.

La potatura di formazione dei rami primari si può effettuare durante i mesi di riposo vegetativo, soprattutto tra febbraio e marzo del quarto anno di vita. Tuttavia è preferibile la potatura graduale e progressiva a quella drastica.

Avvolgimento:
legare in autunno e lasciare il filo circa 8 mesi. Ripetere tutti gli anni finchè non si sia ottenuta la forma desiderata. Attenzione a non chiudere la foglie tra il filo e la corteccia.
Moltiplicazione: per seme si pratica raramente perché non dà buoni risultati. Le bacche maturano due anni dopo l'emissione e la raccolta si effettua in inverno. Far seccare la bacche in ambiente fresco e aerato e piantarle in marzo.
Il periodo migliore per effettuare la talea è compreso tra luglio e agosto. Tagliare un rametto con o senza tallone. Da esso togliere la corteccia e i germogli laterali della parte basale; cimarlo se troppo lungo. A radicamento avvenuto si formerà una nuova freccia. Mettere a dimora la talea in un miscuglio di sabbia e torba. Il ginepro cinese propagato per talea cresce molto bene se vengono usati dei germogli dalla corteccia non ancora imbrunita. All'occorrenza intingere la talea in ormoni rizogeni, prima dell'impianto.
È possibile effettuare la margotta in primavera, alla ripresa vegetativa. Non richiede molta acqua e le radici si sviluppano in un periodo che va da 3 a 6 mesi. Se effettuata all'esordio della bella stagione, già in settembre può essere separata dalla pianta madre, messa a dimora in vaso e va trattata come una pianta appena rinvasata. Proteggerla dalle intemperie dell'inverno.
Sempre in primavera si può effettuare la riproduzione per propaggine. Scegliere un ramo basso e flessibile. Togliere la corteccia e i germogli dalla parte da interrare e praticare una o due incisioni sul legno. Interrare in un miscuglio di sabbia, torba e terriccio universale in uguali proporzioni e bagnare regolarmente, soprattutto in estate. Quando si sviluppano nuovi germogli, tagliare la margotta e trapiantarla in vaso.
Infine il ginepro cinese si può moltiplicare per innesto laterale da effettuarsi in febbraio. L'innesto attecchisce in circa 6 mesi; quindi è possibile tagliare la parte alta della pinta porta-innesto e curare la nuova pianta come un albero da poco rinvasato.

Malattie e parassiti:
può soffrire per l'attacco di scolitidi, ragnetti rossi, afidi, cocciniglie e buprestidi. Tra le malattie più frequenti vi sono la ruggine, il coryneum cardinale e il disseccamento dei ramuli.

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