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Pinus pentaphilla

Arte Bonsai > Le Essenze

Descrizione della pianta

PINUS PENTAPHYLLA
(pino a cinque aghi)

In giapponese: goyo-matsu


Descrizione

Il pinus penaphylla appartiene alla famiglia delle pinacee è la famiglia di conifere più estesa (solo il genere pinus comprende una settantina di specie). Originario del Giappone dove è conosciuto con il nome di "goyo-matsu". Il pinus pentaphylla è una varietà di pinus parvi flora, che significa "a piccoli fiori". Allo stato naturale può raggiungere i 25 metri di altezza. Il tronco è eretto e tortuoso, la chioma ha forma piramidale, con fogliame fitto quando l'albero è giovane, irregolare col passare del tempo; lo stesso vale per la branche, ad ampia apertura che divengono orizzontali e assumono un aspetto pittoresco a maturità. I rami, poco numerosi, sono ricurvi all'estremità e, invecchiando, tendono a spogliarsi degli aghi; quelli più alti si sviluppano a forma di corona. La corteccia, con il tempo, si inspessisce e si fessura, donando all'albero un aspetto vetusto. Gocce di resina appaiono sulla corteccia dei soggetti giovani. Gli aghi, perenni, sono riuniti in ciuffi di cinque elementi da cui il nome di pentaphylla: essi sono presenti dritti o contorti, di colore verde azzurro, contornati da due strisce color resina. Si tratta di un pino bianco. I frutti i coni diventano di colore bruno scuro e restano attaccati all'albero circa 7 anni, maturando si aprono e lasciano uscire dei semi alati.
I pini occupano il primo posto tra le specie più apprezzate come bonsai. Si tratta di una pianta molto longeva che ha dimostrato di poter vivere, coltivata come bonsai, per centinaia di anni. Invecchiando le peculiarità di questa pianta si accentuano: la corteccia fessurandosi, diventa sempre più interessante e la vegetazione si arricchisce definendo splendidi palchi. Grazie quindi alla longevità, garantita anche dalla grande resistenza dei Pini nei confronti delle avversità climatiche e ambientali, esistono esemplari spettacolari che, soprattutto in Giappone, si tramandano di generazione in generazione.

Coltivazione


Esposizione: disporre in pieno sole. Per un buon accrescimento richiede molta luce. Alcune specie nane richiedono un po' d'ombra durante i mesi estivi. Al sole gli aghi saranno piccoli e gli internodi brevi. Resiste ai grandi freddi così come al caldo, ma generalmente predilige ambienti freschi. Sopporta il vento ma è bene proteggere le varietà ad aghi sottili da venti secchi.

Annaffiature:
perché lo sviluppo della pinta avvenga correttamente, è bene non eccedere con l'acqua. Un eventuale eccesso è particolarmente nocivo. Per avere aghi più piccoli limitare l'annaffiatura in primavera. Annaffiare maggiormente gli alberi piantati su roccia. Inumidire le foglie in estate per rinfrescare il bonsai e allontanare i parassiti che potrebbero trovarsi tra il fogliame.

Concimazione: dalla primavera all'autunno, esclusi i mesi di luglio ed agosto, impiegare concime organico a lenta cessione una volta al mese. Aumentare l'ultima dose autunnale e aggiungere un po' di nitrati che arricchiranno il terreno. Non concimare alberi rinvasati da poco o esili.

Rinvaso: ogni 3-5 anni, in vaso di dimensioni superiori al precedente e relativamente profondo. In marzo, tagliare 1/3 delle radici, eliminando quelle vecchie. Non privarle completamente della terra attorno ad esse, per far sì che l'affrancamento dopo il trapianto sia facilitato. Ha bisogno di suoli profondi, perciò va scelto un contenitore abbastanza profondo, di solito di colore blu cobalto o bruno. Necessita di un buon drenaggio.
Mix terreno: akadama e sabbia grossolana oppure 30% sabbia, 30% torba e 40% terriccio universale.

Modellatura

Stile: si adatta bene a tutti gli stili ma quelli maggiormente indicati sono l'eretto formale e informale, inclinato, cascata e semi-cascata, che danno all'albero un aspetto naturale. Evitare lo stile a scopa rovescia.

Pinzatura, defogliazione, potatura:
La pinzatura si effettua in aprile. Spuntare di 2/3 le gemme apicali, prima che si aprano, prendendole tra pollice e indice. Se la corona è fitta, togliere completamente una gemma su tre. Invece se si deve infoltire la chioma le tre gemme vanno conservate. Spuntare dapprima le gemme che crescono più lentamente e ad intervalli di una settimana le altre. La spuntatura si può eseguire lungo tre settimane e concludere con le gemme che crescono più rapidamente. Agendo in questo modo si pareggiano gli aghi.

La defogliazione non si effettua.

La potatura di formazione dei rami primari si può effettuare a partire da ottobre, durante i mesi di dormienza invernale. Potare i rami che si sono accresciuti di più, tagliando 1/3 delle branche sopra un ciuffo di aghetti, senza recidere questi ultimi. È consigliabile potare, lasciando un moncone, applicare pasta cicatrizzante ed eliminare il moncone l'anno successivo.

Avvolgimento: applicare il filo da ottobre a marzo e lasciarlo in sede fino al termine dell'estate. Se il filo intacca la corteccia è meglio toglierlo. Se nel farlo si dovesse lesionare la corteccia, rivestire la ferita di mastice cicatrizzante.

Moltiplicazione: i semi devono provenire da coni maturi, ovvero che abbiano due anni. Raccogliere i coni in settembre-ottobre e farli schiudere al calore per estrarre i semi. I pinoli vanno immersi nell'acqua e possono essere piantati solo quelli che non restano a galla. Se piantati in primavera vanno stratificati nella sabbia, se seminati in autunno la stratificazione avviene naturalmente durante l'inverno. Dopo la germinazione è possibile trapiantare le nuove piantine solo dopo due primavere dalla semina.
Per effettuare la propaggine scegliere un ramo basso e flessibile. Togliere gli aghi dalla parte da interrare, incidere la corteccia, interrare e mantenere umido. Separare la propaggine dalla pinta madre solo quando appariranno nuovi germogli.
È possibile la propagazione per margotta. La quale andrà separata dalla pinta madre appena vengono emesse le radici (nella primavera dell'anno successivo), quindi la nuova pianta andrà trattata come un albero rinvasato.
Il pino si può moltiplicare anche per talea a fine inverno, ma generalmente il livello di successo è basso. Prelevare delle talee da giovani soggetti, scegliendo rametti corti di due anni e applicare ormoni rizogeni prima di metterle a dimora.
In fine è possibile effettuare l'innesto a gemma o a spacco, in serra durante l'inverno. Si può innestare su un pino nero un pino bianco per accelerare l'accrescimento di quest'ultimo, che di norma vegeta lentamente.
Malattie e parassiti: può soffrire per l'attacco di curculionidi del pino, scolitidi, buprestidi, afide lanigero, bruchi, cocciniglie e maggiolini dei pini. Tra le malattie più frequenti vi sono arrossamento degli aghi, malattia della strisce rosse, marciume radicale.

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